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Il Calotipo |
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STORIA DELLA FOTOGRAFIA
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Anche se il procedimento di Talbot risulta più semplice e meno pericoloso di quello di Daguerre, non consente un risparmio di tempo né una migliore qualità dell'immagine. La calotipia, così battezzata dalla parola greca “kalos” che significa bello, presenta però rispetto il dagherrotipo alcuni vantaggi: il calotipo è facilmente ritoccabile con matite e pennelli, è riproducibile in un numero illimitato di copie ed è facilmente manipolabile per l'esecuzione di fotomontaggi. Suscita infatti l'interesse di viaggiatori, artisti e di autorità, come in Francia, che vogliono utilizzare il procedimento della negativa su carta per lavori di documentazione. Il calotipo permette quindi di affrontare nuovi argomenti di ripresa e coltivare nuovi interessi.
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Il Dagherrotipo |
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STORIA DELLA FOTOGRAFIA
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Rappresenta un procedimento fotografico scoperto da Louis Jacques Mande' Daguerre (dal quale prende il nome) con il quale si ottengono “immagini ottiche permanenti” (fotografiche appunto) attraverso un processo di sensibilizzazione, esposizione, sviluppo e fissaggio su lastre di metallo all'interno di una camera oscura. Questo processo seppur scoperto casualmente negli anni attorno al 1826, per poterlo sfruttare economicamente viene reso pubblico solo il 19 agosto 1939. Il Sig. Daguerre organizza, con l'aiuto dell'industriale Alphonse Giroux, la prima industria fotografica dalla quale vengono sfornate numerosi esemplari di fotocamere nel formato 16,4 x 21,6 cm chiamate "Le Daguerrotype".
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